Solitudine, aggregazione, silenziosa introspezione, divertito baccano; abbaglianti luci al neon
a forte contrasto col buio della notte permettono a Nannini di giostrare situazioni e atmosfere
in antitesi.
Opere tratte dalle personali: Fumi (galleria Agoràrte,Milano, Brera 2006),
Demon & friends (galleria Maelstrom, Milano, Brera 2010) ad oggi.
Testo di Alberto Agazzani
Critico d’arte (1967-2015)
Per Affordable Art Fair 2011
Milano
Questa particolare occasione espositiva mi costringe ad essere più asciutto e stringato del solito
ma non c’è bisogno di grandi iperbole, infinite citazioni o di chissà quali voli pindarici:
Matteo Nannini è un artista concreto.
Nel senso migliore del termine.
Questo suo nuovo, nutrito corpus di opere riguarda la vita notturna e le creature che la vivono e che
contribuiscono alla sua caratterizzazione. La notte, soprattutto quella emiliano romagnola, è sorniona.
…”un po’ mamma, un po’ porca”… Per citare un Ligabue che non è proprio quello della pittura.
Matteo Nannini lo sa bene.
Dai soggetti alternativamente eleganti o triviali, Nannini è autore del vissuto.
Con questo non intendo una mera rappresentazione del visibile: Matteo studia attentamente le sue composizioni, le crea!
Così come facevano i maestri del passato. Partendo da immagini o impressioni più o meno nitide generate dalla sua mente,
reinventa la realtà aggiungendo o togliendo figure, giostra luci, riallinea e modifica forme; si accanisce sull’opera per ottenere
l’effetto più efficace ad esprimerla. Spesso, non pago del risultato ottenuto, lo si trova a rimettere mano ad opere da tempo compiute.
Come per l’appena precedente ciclo sull’acqua (Overfloating)
Matteo alterna figurazione solida e deformazione pittorica ma, qui, sono l’alcohol e chissà
quali altre sostanze ed istinti a scardinare strutture e fisionomie.
Pacate scene conviviali cedono il passo a colorati e coloriti interpreti della notte, fino a trovarsi di fronte
figure in riposo post amplesso all’interno di improbabili location, perché:
…” quando il sangue ribolle, non c’è tempo per guardare se le lenzuola sono di seta!”…
Alberto Agazzani






























